martedì 6 aprile 2021

Dario Liberto ci racconta la sua arte nobile

La storia di Dario Liberto, mi ha incuriosita fin da subito. Un uomo, un padre ed un professionista dal cuore generoso. Il suo sguardo è sui giovani: "mi raccomando, praticate sport". Una raccomandazione che di questi tempi suona improbabile, ma come si dice in gergo...volere è potere, no? Vediamo come Dario, riesca a portare avanti le sue passioni, contagiando figlio e giovani. Buona lettura!

1) Chi è Dario Liberto? Racconta ai lettori il tuo trascorso, in gioventù e da appassionato.

“Mi potrei definire l'uomo delle "uniformi", in quanto ex Militare e Guardia giurata. Mi ritrovo, adesso, ad essere una Guardia ambientale e un Militare del corpo Cri. La mia passione per la Boxe, nasce a 15 anni, quando iniziai a fare kickboxing. Proprio lì, vidi che ero veloce di braccia e mi piaceva usare più "i pugni"; così, passai in una storica palestra di Pugilato a Palermo, la gloriosa Tomaselli”.



2)   Da sempre, le idee e le passioni, (s)muovono il mondo. Lei è un tecnico di pugilato. Come nasce tale professione?

“Tale professione, nasce dalla passione innata e iniziai a 40 anni. Tuttora, faccio match per una Federazione Maltese, dove di recente ho vinto un torneo Neo Pro con cintura in palio. Adesso, la mia missione, è insegnare ai ragazzi questa disciplina, distogliendoli da vizi e cattive compagnie. In primis, impartendo loro dei valori che risiedono in questo sport, fatto di lealtà, rispetto e regole. Infine, sono felice quando vedo loro acquisire sicurezza in sé stessi”.

3)  Ciò che colpisce chi incappa nel suo profilo, è il solido rapporto con suo figlio. Anch'egli sposa la box e si allena con lei. Racconta qualche episodio, qualche passaggio del vostro vissuto sul campo.

"A mio figlio, ho insegnato a boxare all'età di 9 anni, per imparare la nobile arte e sapersi difendere da bullismo. Oggi è un pugile agonista e la mia spalla in ogni allenamento”. 

4)   Lockdown, primo e secondo. Telefonicamente, accennava la possibilità di allenamento presso il locale casalingo adibito a palestra. Quale messaggio vuole dare a chi vorrebbe praticare sport?

“Il messaggio che rivolgo ai miei ragazzi, essendo noi un Asd (Sicula Boxing Team), affiliata alla Federazione Pugilistica Italiana, è di non demordere e di affiliarsi, cosicche potranno allenarsi sia come agonisti che come boxe competition (amatoriale) e continuare a inseguire i loro sogni”.

5)  Di frequente, si legge di sportivi che abusano delle loro "arti", malgrado il codice che raccomanda ben altro. Da tecnico ed esperto, qual è il suo parere in merito? Se vuole, racconti pure un'esperienza. 

"Nella norma, il pugile fuori le palestre è la persona più pacata del mondo, poiché sapendo il suo potenziale, non farebbe male ad una mosca. Purtroppo, nei tempi odierni, è capitato qualche episodio di cronaca del genere. Questi sono ragazzi che non hanno capito il vero valore di questo sport e gente così va subito allontanata dalle palestre. Questi non sono dei veri atleti”.

6)   In quale momento particolare della sua vita, si è detto "sicuro" di voler intraprendere questa strada? Com'è stata la gavetta?

“Ho sempre praticato questo sport con passione, allenandomi sempre. A 40 anni, mi venne il pallino di conseguire il brevetto di Aspirante Tecnico FPI. Ma passione forte, volle come dissi in precedenza di avere fatto dei Match a Malta.

7)  Cosa si auspica per il suo ragazzo? 

Che segua i suoi sogni e che un domani prenda anche lui il brevetto di Tecnico, ed essere sempre la spalla l'uno dell'altro. Che possa continuare con la nostra passione, distogliendo i ragazzi dalla strada insegnando loro un arte che li affascinerà per la vita”. 

8) Come si vede tra 10 anni?

“Meglio di adesso” (sorride). “Spero si possano coronare i sogni miei e di mio figlio e di ogni ragazzo che con passione e dedizione intraprendere questa disciplina la nobile arte”.

sabato 3 aprile 2021

A pomeriggio con Domenico e Viviana, due ospiti d’eccezione

Nel venerdì antecedente alla Pasqua, sulle frequenze di Radio Punto, #onair due grandi artisti: Vito Maria Camposeo, noto anche con il nome di Victor e il filosofo Giuliano Belloni.

 


 Due curricula di notevole spessore, di quelli che non recensisci in due righe. Bensì, necessitano di dilungarsi a dovere, proprio come la cospicua preparazione del primo ospite: Victor Camposeo. Artista poliedrico, docente di italiano L2, antropologo. Più professioni in una sola persona, uno dei rari e proficui casi di cultura e sapienza. Digitando, non posso che ricondurmi al nostro incontro, anch’esso telefonico. Grazie a Candida Livatino, grafologa di fama nazionale, conobbi l’opinionista tv: “ho una mia rubrica, dal nome Sogni C…ostruiti, nella quale approdano artisti e volti del mondo televisivo. Lo scorso anno, nel periodo del lockdown, ho ideato il format, poiché non potevo più registrare negli studi televisivi. All’interno, ci sono due giochi molto divertenti sulla dimensione onirica e su domande random stile Iene”, racconta

 


 Un “wow”, non me lo tolse nessuno, lo stesso che ieri si è aggiunto alle sue innumerevoli esperienze dentro e fuori le specializzazioni che vanta. Victor ha studiato recitazione, si è conquistato una Laurea in Lettere Moderne, per poi ritornare sui banchi e proseguire. Oggi è un docente di italiano ed insegna ai nostri stranieri, l’integrazione. Unitamente alla lingua, coglie le sfaccettature dell’uomo nella società, ponendo il confronto con quella precedente, da buon antropologo che cura l’aspetto religioso e culturale. “Siamo fatti di anima”, introduce, “nel corso degli anni, ho inseguito il sogno di diventare mediatore culturale”, spiega l’amante dei viaggi all’estero. Un percorso che l’ha, inevitabilmente, arricchito, tanto da saperne molto anche sul futuro anteriore: “la pandemia, lascerà gli strascichi che già ora vediamo. Renderà più egoisti e meno solidali. Ci porterà a creare vere e proprie fazioni, uno contro l’altro. Ciò, si riverserà sulla nostra cultura”, sostiene Victor all’altro capo del telefono. Del resto, l’artista ha svolto anche una tesi sul gossip, la quale l’ha portato alla nascita dell’attuale rubrica d’intrattenimento. Uno sguardo anche sull'esperienza nel contesto dello Sciamanesimo. “Una volta, era lo stesso gossip a tenere banco nelle tribù; specie tra le donne si faceva questo vociare per alleggerirsi le giornate intrise dei problemi reali”.

Dichiarazioni che non chiedono l’opinione di chi le riporta. Parlano fluidamente, lasciandoci riflettere.

Un filo conduttore che riprende l’ideatore dei libri di pane, divenuti di dominio pubblico, subito dopo l’invenzione. Lui, docente in pensione di Filosofia, Giuliano Belloni, presenta la sua nuova fatica letteraria. A differenza del bravo Victor, conosco Giuliano da diversi anni, per interessi comuni, legati chiaramente alla carta. Il medesimo dono che porta a trovarsi e spesso e volentieri su temi delicati, come la storia. La sua, è una storia d’amore unica, a tratti magica, con suo nonno, ragazzo del ’99. Il caro nonno di Giuliano, raccontava lui le bellezze della vita: la natura, l’amore, la spiritualità, mai la guerra. Quell’argomento fu un tabù, invalicabile. La connessione tra i due, non si è mai spenta: grazie al nonno contadino, Giuliano oggi coltiva un rapporto idilliaco con i due nipotini, qui al Nord. Nonostante i chilometri, i tre sono inseparabili. I loro cuori, pulsano così forte da generare Ogni bordo è un poeta, l’opera che uscirà a settimane, grazie ad una casa editrice che promuove le voci poetiche. Un talento possente, che stride anche in tempo di pandemia, in cui tutto si muta in opportunità. “Nel libro, vi sono i racconti tra me ed i miei nipoti. Propone questo punto e a capo, in un mondo diverso, più fiducioso”, argomenta l’autore, “adesso mi sento un partigiano nella civiltà morente. Nelle pagine, mi racconto nelle retrovie, lanciando delle richieste di senso”.

Un poeta, ricostruisce un nuovo umanesimo, includendo anziani e bambini, coloro che spesso ne pagano le conseguenze. Giuliano, da figlio di contadini e fratello di altri sei, ricorda quanto fosse stata importante per lui la domenica: “quando mi svegliavo, capivo che era domenica, grazie al profumo del sugo preparato da mia madre”, confida immerso nei ricordi. Quella fu una colonna olfattiva, in grado di condurre figlio e madre in un abbraccio unico, quello materno. Un legame profondo, come quello con la cultura italiana.

Non aggiungo altro: vi raccomando di attendere intrepidi, il nuovo lavoro stupefacente di Giuliano Belloni.

 

 


 Anche Viviana Fornaro Brambilla, ha colto per ben due volte, l'opportunità sul campo letterario.  

Nonostante le restrizioni, continua la sua presentazione, grazie alla navigazione elettrica. La stessa energia che riserva per promuoversi sulle varie piattaforme (Facebook, Instagram, radio). A.A.a. Cercasi partner con lo stesso nome, edito Cavinato International, sta riscuotendo un notevole successo. A soli 15 € (per la copia flessibile) e la metà per quella Kindle, il nuovo romanzo rosa, spedisce il lettore in un viaggio esilarante, fatto di riflessioni e risate, come premette l'autrice che l'ha concepito in breve tempo. Fantasia e dedizione, sono le password per accedere al successo, con o senza Covid. 

Personalmente, lo leggerei, anzi, rileggerei, visto che l'ho partorito io!

 

 

Viviana Fornaro Brambilla


 

venerdì 26 marzo 2021

Boom di ascolti a ‘Pomeriggio con Domenico’

Proseguono i pomeriggi con Domenico Iannone e le sue ospitate telefoniche. In tempo di Covid, le restrizioni, ci vogliono in circolazione per ovvi motivi, quindi la presenza fisica di Viviana Fornaro Brambilla, è stata resa possibile per via del suo tesserino giornalistico. “Oggi come oggi è il mio pass”, confessa la giovane scrittrice e mamma di Lucrezia. “Mia figlia è la mascotte delle mie trasferte, mentre l’Albo mi salvaguarda da possibili sanzioni”. Un duo perfetto, se si aggiunge un salotto esclusivo. 

 


Il primo a raggiungerci telefonicamente è Giuseppe Roccuzzo, classe 1996, originario della Sicilia. Lui, tra gli arancini e le prelibatezze del posto ci è cresciuto, mentre è nato in contemporanea all’uscita di uno dei pezzi più belli della storia della musica italiana: La cura di Franco Battiato. “Mi sono ispirato a lui e le mie cover pop sentimentali, vertono su pezzi simili”, introduce ai microfoni di Radio Punto. “La tv è particolare, bisogna imparare ed accettare critiche positive e negative”, prosegue il giovane, “grazie ad Instagram, mi sono iscritto ad X Factor e così ho iniziato la mia avventura”. Giuseppe, al pensiero dell’esperienza sul palco con coach del calibro di Mika ed Emma Marrone, è grato: “continuo a sognare di reinterpretare brani già famosi”. Difatti Roccuzzo, è diventato noto al mondo dello showbiz, grazie alla sua performance dal titolo Promettimi di Elisa. “Quel video è diventato virale e la sensazione che provo è qualcosa di inspiegabile”, ammette ancora incredulo Giuseppe. Si auspica di calcare palchi sempre più imponenti e noi non possiamo che augurargli un in bocca al lupo sulle note che preferisce. 

 


Del resto, quando le idee sono chiare, il futuro pare già scritto: Sofia Alemani, la stilista che crea con vista lago, si racconta a Pomeriggio con Domenico. “Mi piace andare controcorrente e per tal motivo, vorrei lasciare la mia impronta nel mondo della moda”, incalza Sofia dai suoi esordi, “la passione per la stoffa, arriva dal caro nonno, titolare di una tessitura sita dalle vostre parti”, continua la manager del brand Sofia Alemani fashion creative, come cita la sua pagina Instagram. E proprio sul social che conta milioni di iscritti, Sofia posta molti vip che indossano i suoi capi: Dalla Ruta, mamma e figlia, a Ilary Blasi a personaggi di fama nazionale. Non ultimo, un riconoscimento londinese che l’ha battezzata Miglior Designer Italiana dell’anno 2020/21. Scusate se è poco. Sofia è destinata a passerelle oltreoceano: “il mio distinguo, arriva dal desiderio di lanciare mode innovative, grazie a materiali da riciclo che sposano in toto il concetto di sostenibilità”. Su ogni donna, ricama il suo stile, su ciascun fisico, studia un look ad hoc. Nessuno è ripetibile, ma chiunque voglia entrare e vestire da me, sa che uscirà come essere unico. Una grande filoSOFIA. In fin dei conti, che gusto c’è nel riproporre lo stesso capo più e più volte? Una riflessione saggia, la sua, come quella riferita alla produzione di mascherine. Anche no.

 

 

Non siamo fatti tutti con lo stampino e soprattutto, non dobbiamo cadere nell’errore di copiarci. Mario Paggi lo sa bene: in cucina vale la legge della creatività, come per Sofia e tutti quei talenti che superano se stessi, ogni volta. Dai vertici di un noto giornale a tiratura nazione, Mario Paggi oggi sui social porta il nome di Mario Cuoco A Domicilio. Sulla pagina Facebook, Mario Paggi Cuoco a Casa tua, conta oltre seicento pollici in su e ciò è dettato dalla sua maestria comunicativa: “fin da piccolo, ero solito cucinare per la mia famiglia, in seguito mi sono dilettato per amici e colleghi”, racconta all’altro capo del telefono, l’ideatore del sito web www.mariopaggicuocoacasatua.it . Dalle zeppole di San Giuseppe, al risotto alle ortiche e provola, Mario denocciola le sue ricette appetitose: “mi capitano anche mamme ai fornelli, a cui rivolgere consigli e per me è un onore”, racconta entusiasmato. Quell’entusiasmo con cui condisce i suoi piatti, anche nel primo lockdown. Sul suo canale web, non mancano spunti utili in fatto di abbinamenti, spiegazioni, tradizioni e ingredienti derivanti dal prodotto che si acquista a quello che si cucina. Mario spadella consigli e credenze. Un vero chef! 

 


Anche il quarto ospite è abile nella consulenza, ma non in fatto di palato. Il suo compito è quello di applicare competenza e professionalità in campo penale. Giuseppe Bosso è giunto sulle frequenze di Radio Punto, da un comune lontano, nel napoletano. In una persona, vi si trovano due identità: un avvocato e un giornalista. Difficile? Non per lui che, oltretutto, ricopre il ruolo di responsabile editoriale. “Essere al timone della rivista Telegiornaliste è un ingaggio lusinghiero che mi porta a riconoscerne il titolo a Rocco Ventre, fondatore/webmaster”, introduce Bosso, “nel corso degli anni, molti i volti noti da noi intervistati”. Già il nome della ventennale rivista al femminile, promette bene: “Donne che fanno notizia”. Uno sguardo al mondo in rosa, fatto di mamme, paladine dei diritti, imprenditrici digitali e di tutte coloro che apportano un quid aggiuntivo al panorama culturale. Giuseppe è fiero di far coesistere il suo doppio impiego: la sua agenda sarà scandita da giornate con la tipica ventiquattrore da legale e registratori alla mano per svolgere interviste. 

Una cosa è certa: anche se dovesse far confusione, il suo compito è ascoltare. 

 

 

Ascoltare e viaggiare, due verbi che a noi italiani stanno a cuore, come a Viviana Fornaro Brambilla, autrice della seconda fatica (o piacere) letteraria, dal nome A.A.a. Cercasi partner con lo stesso nome, edito Cavinato International. “Con questo romanzo rosa, i lettori si sentiranno viaggiatori”, spiega la giornalista, “Andreina De Belli, colei che si avventurerà da nord a sud Italia, condurrà il lettore in più luoghi da noi amati e per quelle ore di viaggio, parerà di spostarsi davvero”. Quanto ci manca viaggiare? Quanto vorremmo sdraiarci sotto una palma in qualche spiaggia caraibica? L’idea abbraccia anche gli amanti della montagna e dei luoghi freschi. Le 160 pagine, hanno il compito di sgomberare la mente da tutte le negatività e negazioni del momento: tutti noi desideriamo una fuga virtuale e quale occasione migliore, se non un libro che riprende le fila della realtà, ma in chiave ironica? L’ironia è da sempre una delle qualità che ci contraddistingue dagli altri Paesi. L’italiano medio, per antonomasia, ama sdrammatizzare e riversarsi su cose più leggere, come il mio libro, la cui copertina ha stampato un aereo con un ragazzo su. Non seduto all’interno, bensì sdraiato al velivolo. Un’immagine stramba, a differenza della quarta di copertina in cui si trova Andreina su di un calesse: l’idea vuole essere un omaggio verso tutte le donne che nel paradosso più esasperato, riescono addirittura a trainare un mezzo pesante. Non a caso, A.A.a. è uscito l’8 marzo.

Correte su Youtube e digitate il nome del romanzo ed il mio nome: potrete darvi un’anticipazione del libro, grazie al booktrailer che ne riporta la mia voce narrante. Senza impegno, successivamente lo troverete su Amazon e nelle migliori librerie. 

A presto! 

 


Viviana Fornaro Brambilla

 

 

 

 

 

martedì 23 marzo 2021

Sofia Alemani: "si crea prima col cuore e poi con tutto il resto"

       Il caso, spesso, non è un caso. Se non fossi andata sul lago, probabilmente il personaggio di oggi, non l'avrei mai conosciuto. Men che meno durante una sfilata, specie di questi tempi. Quell'incontro, si è rivelato il migliore d'inizio anno e di seguito scoprirete "er botto". Parlandole, ho evinto che dietro all'artista di cui leggerete, c'è una grande persona. Inoltre, scoprirete che nonostante si occupi di tessuti, dapprima ama mettersi a nudo, dando voce alla sua stravaganza. In un giorno d'eccezione, il mio incontro con l'eccezionalità.

 1)      Chi è Sofia Alemani? Raccontaci un po’ di lei, del suo mondo da bambina, fino alle tappe più influenti.

 


Sofia Alemani è un architetto che si è laureata in Architettura nel 2000 e che ha lavorato per 10 anni nel campo dell'Interior Design e dell'arte. Nel 2009, ha deciso di dedicarsi alla realizzazione del sogno che aveva da una vita: diventare una creatrice di moda.

Per prima cosa, sono andata a Bottega da una sarta per imparare il lavoro e il metodo di questo mestiere. In tal modo, ho iniziato a creare capi con le mie mani, ideando e confezionando personalmente ogni capo. Dalla scelta del tessuto, alla realizzazione del cartamodello, dal cucire con la macchina fino all' imbastire e rifinire a mano, cosa che pratico ancora oggi. 

Nel 2018, dopo essermi trasferita da Milano (dove vivevo), sul lago di Lecco, ho aperto un mio Atelier: Sofia Alemani Fashion Creative, situato nel vecchio quartiere manzoniano dei Promessi Sposi. Si affaccia sul lago e qui lavoro: preparo nuove collezioni moda, realizzo capi su misura per le mie clienti, tengo corsi di cucito per adulti e ragazzi".

Sofia mette a disposizione il suo talento, dal vicinato comune a quello dello spettacolo.

"Conosco molto bene il mondo dello showbiz: ho vestito e continuo a vestire volti noti del cinema e della TV.

Ho presentato le mie collezioni in diverse Fashion Week. Da Milano a Montecarlo, ad alta moda Roma, fino all’ esperienze all'estero, in particolare a Beverly Hills. Le mie creazioni sono molto apprezzate nel mondo della TV e dello spettacolo, infatti ho vestito diversi personaggi: da Ilary Blasi, alla Littizzetto, da Miriana Trevisan ad ultimamente Guenda Goria e Maria Teresa Ruta per il Grande Fratello Vip. Recentemente ho ricevuto dall'Inghilterra anche un premio come Miglior Designer Italiana dell'anno 2020 21”.

 


Un riconoscimento prestigioso, pronto a proiettare la brava Sofia, verso nuovi orizzonti.

2)      Sofia, ci conosciamo da poco più di 48 ore, eppure l’empatia ci ha viste all’opera. Pensi che le menti folli, facciano muovere il mondo? Cosa sono per te i sogni? Credi come me che possano essere (bis)ogni al quadrato?

Secondo me l'essere creativo è un'attitudine personale.

Esiste, tuttavia una differenza fra il concetto creativo e quello di artista: creativo è colui che crea qualcosa che non esisteva prima e riesce a vedere l'invisibile rendendolo visibile. L'artista è colui che è sapiente, cioè che mette le sue capacità al servizio del bello, per tendere alla perfezione. Entrambi, sono mossi dal desiderio di fare un dono al mondo. L'empatia, è un'attitudine imprescindibile dalla creatività, visto che il creativo vive di emozioni. E' colui, come dicevo, che riesce partendo dalla realtà, a dar vita a qualcosa che prima non esisteva. E’ un'attitudine, sia pratica ma prima di tutto mentale: la capacità di immaginare qualcosa.

L' immaginazione e' la capacità di guardare la realtà da un punto di vista nuovo.

Il creativo è una figura estremamente importante nella nostra società, ma ha anche un compito difficile in questo mondo. Ironicamente è un po' come la carota posta davanti all'asino che lo fa muovere.

I sogni son desideri di felicità...come dice la canzone...

La parola desiderio, ha un origine interessante che deriva dal latino e significa de sideribus, il cui significato è stare sotto le stelle.

Questa parola, contiene in sé due aspetti uno statico e uno di movimento. Infatti de indica uno stare fermo, quindi un'attesa, sideribus, sottintende un movimento verso l’ alto, le stelle per l’appunto.

La parola sogno, per me, è legata al desiderio e rimanda a un concetto di tensione verso l’ infinito, presente dentro di noi, nella profondità del nostro io. Ci coinvolge totalmente in mentecorpo e cuore, muovendoci nella realtà. Se ci muove nel reale e lo cambia, se produce dei risultati è sogno, se no è illusione, quindi la parola sogno implica un nostro lavoro, ovvero produrre con il cuore dei desideri.

Infine, il concetto di realizzazione personale, è legato alla soddisfazione, ossia al raggiungimento di un obiettivo. Esempio: se ho fame, mangio e quando sono soddisfatta, vuol dire che ho raggiunto il mio obiettivo.

Penso che per fare la differenza in questo settore creativo ed avere successo, gli ingredienti sono: passione quindi cuore, esperienza quindi capacità tecniche e poi tanto lavoro, misto a tenacia e coraggio La costanza unita alla capacità di andare avanti, di non mollare mai. Inoltre, ci vuole anche una grande capacità di comunicazione e dialogo, visto che il rapporto con gli altri è imprescindibile. Il creativo, raggiunge il suo obiettivo la sua realizzazione, quando fa un dono gradito agli altri, cioè il mondo gli riconosce un valore a ciò che ha creato”.

3)      Davanti a te ci sono tre carte scoperte: amore, lavoro, successo. Ne devi scegliere solo una e motivarla.

Una domanda molto difficile. Nella mia vita desidero tutte e tre. Tuttavia, per me, il motore di tutto è l'amore, poichè non si può vivere, non si può lavorare né tantomeno si può avere successo se non c'è amore. Il mio lavoro nasce da una passione, quindi da un amore che ne richiede ogni giorno molto. Gli stessi ingredienti indispensabili che mi spingono al successo.

L'amore è Libertà. La stessa è la spinta del mio lavoro, ciò che mi porterà un grande successo!!! Almeno io così mi auguro e soprattutto ce la metto tutta”.

Del resto, se le nostre energie vengono inVestite in ciò che più ci piace, queste si sentiranno attratte a tal punto da realizzare i nostri buoni propositi.

 

4)       Una stilista, quanto ci impiega a vestirsi? Tira su la prima cosa o è molto critica verso se stessa e perde un tempo maggiore?

Premetto col dirti che non seguo le mode, ma nel vestirmi devo sentirmi a mio agio ed esprimere il mio umore.

Sono molto pratica ed operativa nel lavoro, di conseguenza tendo a scegliere quello che ho a disposizione e non sono molto critica con me stessa. L' importante, per me è sentirmi a mio agio e questo accade quando il mio abbigliamento corrisponde alla mia personalità. 

Mi preme dire che il modo di vestire di ciascuno, debba esprimere personalità ed uno stile unico.

Come creatrice di moda, non seguo le regole, ma ne traccio di nuove anche sovvertendole. Sono in controtendenza perché creo capi unici realizzati da me, sartorialmente parlando.

Inoltre, mi piace avere sempre un gusto ed in tocco un po’ retro. Questo gusto, nelle mie creazioni, spicca dato che utilizzo tessuti d’ archivio o di recupero”.

5)      A chi ti accosti e con chi vorresti collaborare.

I miei stilisti di riferimento, sono sicuramente i grandi della moda; coloro che esprimono una moda femminile elegante e raffinata da Armani a Valentino.

Pertanto, il mio stile in veste di creatrice di moda, è molto visionario un po' Punk e anche Rock. Aggiungiamo anche un po' post-atomico. In questo, mi sento più vicina alla moda inglese, ed un mio riferimento è sicuramente Vivienne Westwood.

6)      Sofia, sei molto legata alla tua città. Se ti offrissero un buon incarico all’estero, ti trasferiresti? Credi che il Covid abbia rallentato il motore del commercio?

“Sono nata a Lecco ma cresciuta a Milano. La mia famiglia, ovvero le mie tre sorelle, vivono tutte all'estero in America e in Germania. Essendo rimasta sola in Italia, mi sento più che altro una cittadina del mondo. Se mi offrissero un incarico all'estero non ci penserei due volte: mi piace molto vivere la mia vita in modo avventuroso e adoro fare nuove esperienze.

Il Covid, ha senz’altro modificato/rallentato il sistema moda e i suoi comparti ad esso legati.

Tuttavia, ritengo che stiano nascendo delle nuove ed interessanti opportunità e che ci sia spazio e modo (proprio in questo momento così difficile) per porre le basi volte alla creazione di nuovi valori. Credo fortemente che il mio approccio differente, possa trovare ampie possibilità di crescita e soddisfazione. Questo lavoro che è la mia passione, me la sono costruita ed inventata da sola”.

Sofia è autodidatta nella moda e crede vivamente di poter dare il suo prezioso contributo innovativo ed essere definita un Astro della creatività tutta Made in Italy

La moda necessita di una nuova stella e chi più di Sofia che emana luce propria?

Non perdetevi il follow alla sua pagina Instagram: Sofia Alemani fashion creative.

7)      Pochi giorni fa, incrociavamo i nostri sguardi all’esterno di Villa Balbiano, cornice di riprese cinematografiche, dal cast stellare. Il maestro della recitazione, Al Pacino e la Popstar Lady Gaga, recitavano per il tanto atteso film House Of Gucci, in uscita il prossimo novembre. Tu custodivi tra le mani, l’abito creato per la Regina di Poker Face. Se l’avessi incontrata, cosa le avresti detto? Ti saresti occupata anche di accessori e altro, oppure tendi a delegare questo alla figura preposta?

Come ben sai, ci siamo conosciute davanti ai cancelli di Villa Balbiano. Tu per intervistare Lady Gaga ed io per donarle un abito. Se fossi riuscita ad incontrarla, le avrei detto “Dear Lady Gaga, a gift for you of welcome to the Como Lake” . L’abito che ho creato per lei, è un abito punk rock che si muove grazie alle frange ed è spirato alle danze tribali. I miei abiti, sono caratterizzati da una forte personalità e non necessitano di accessori. Io stessa non indosso accessori. Tuttavia, quando realizzo dei servizi fotografici per le mie collezioni o partecipare alle sfilate, a volte capita di collaborare con altri stilisti che creano accessori e di riuscire in questo connubio a soddisfare entrambi le creatività. Sono una persona molto aperta alle collaborazioni e mi piace chiedere consiglio agli altri perché ritengo sempre utile e interessante avere un punto di vista nuovo”.

 


E sarà proprio l’umiltà a portare Sofia Alemani sulle passerelle dell’alta moda: ha carattere e stoffa, inevitabilmente.

 

 

Viviana Fornaro Brambilla