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Il mio primo lockdown

  Non so l’abc italiano, figurati l’inglese, eppure questa parolina, tutt’altro che spensierata, mi è (ri)suonata familiare sin dal grembo materno. Nelle visite, i papà non erano ammessi e anche quando sono nata, a controllarli con la clessidra, c’erano le donne dell’ospedale. Fortu NATA mente, ho fatto il pieno di coccole con la mia mamma, lei negativa per partorirmi a Magenta, anche se mi era da subito apparsa come una persona positiva. E da qui, si spiega quanto il mondo stia andando al contrario e quanto fossero forti le madri.   Ah, dimenticavo le formalità: sono Lucrezia B . (mi alleno per la scuola) e domenica scorsa ho compiuto quattro mesi, anche se in realtà, ho qualche “giorno” in più. So molto poco della vita, ma tanto del 2020: una pandemia mondiale , ha colpito duramente anche la nostra penisola a forma delle scarpe preferite di mamma, le nostre regioni, le nostre province e, come dice spesso papà “per non farci mancare nulla”, da qualche giorno, siamo nella “zon...

Una dedica speciale, a porte chiuse

In forma anonima, citerò di seguito il triste epilogo capitato ad una mia amica, diventata mamma per la seconda volta, l’11 marzo scorso.   Quando le gioie si macchiano di brutte notizie, la voglia di sorridere viene meno e subentra lo sconforto, talvolta (seppur legittima), la rabbia. La seconda gravidanza di Giulia, nome di fantasia, non era iniziata nel migliore dei modi: esami sballati e tanto prurito, accompagnati da un insolito calo di peso. Non ci faceva caso, lei, una mia ex collega di lavoro e compagna di risate a crepapelle, quelle che appena ci ripensi, ridi da sola e tirano su il morale.   Lei, madre già di una piccola creaturina, in attesa di una seconda, altrettanto desiderata, a marzo ha partorito un bellissimo bimbo affetto però da una malformazione cardiaca, scoperta soltanto una volta venuto al mondo. Un imprevisto caduto violentemente sulla testa dei suoi genitori, che in quel momento provavano tante emozioni, miste a confusione. Quel mattino, ho ricevuto ...

Se lo scrigno è sottochiave, ma le cose volano fuori come farfalle…

Nella malinconica cornice di oggi, lunedì 20 aprile 2020, butto giù due righe, con la stessa cadenza della pioggerellina che scorcio dalla cameretta di Lucrezia.   A casa con noi c’è anche mio marito, fermo dal lavoro da una settimana, a causa della pandemia che non ha risparmiato nessuno. E’ arrivata e ha preteso di insediarsi nelle vite, in modo subdolo e aggressivo. Ma quel che più conta, ora come ora, mio mantra peraltro di sempre, è “la salute”, colei che ti consente di vivere giorno dopo giorno, di respirare liberamente, anche fra le mura di casa in cui si è costretti (giustamente) a stare e non tramite un tubo conficcato per la sopravvivenza, in qualche sede ospedaliera. Questo è quel che da il senso di benessere attuale, la ricchezza di poter dire “anche oggi, sono qui e sto bene”;   far parte della schiera di quelli sani e non contagiati, quelli che una passeggiata entro i 200 metri, possono concedersela, udendo perfino le ali delle farfalle, il fruscio dell’aria o ...

La (mia) gravidanza ai tempi del Coronavirus

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Se per apparire, un po’ bisogna soffrire o come per le cose tanto belle, si dice che spesso ci sia una forma di sacrificio alle spalle, beh, oggigiorno queste due fonti mi ispirano, nel modo più assoluto, a pensare che il medesimo periodo in cui sto attraversando la (prima) gravidanza ,… non è niente male! Abbozzo un sorriso e Lucrezia intanto scalcia, ignara di ciò! Un giorno sì ed uno no, ricevo messaggi di conforto dai parenti più cari e amici che condividono con noi questo magico percorso, perché nonostante i tg strappa ansia e le cronache che ci riportano i numeri dei contagiati e, grazie a Dio, anche di quelli guariti, voglio ovattarmi nel mondo della dolce attesa, consapevolmente. I primi sei mesi, vomito e malessere a parte, li ho vissuti decentemente, però dalla settimana seguente il mio compleanno, trascorso in pizzeria con la compagnia degli amici più stretti, a scartare pacchetti regalo contenenti abitini deliziosi per la nascitura e biglietti scritti col cuore ,...

I primi sei mesi della mia mamma e della sua… tazza!

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Da quando ho scritto l’ultimo pezzo dedicato a te, è passato qualche mese. Nel frattempo, abbiamo festeggiato il Natale coi parenti più stretti, ci siamo incontrati attraverso lo schermo del nostro dottore, ci siamo incantati davanti a vetrine con abitini per neonata, ci siamo dedicati a lunghe passeggiate per la tua salute e quella della bilancia da tenere sotto controllo, ma purtroppo, insieme a tutte queste cose belle e il vomito in tutte le sue sfumature, non sono mancati i malesseri tipici della gravidanza! Tra questi, c’è un’altra cosa che la mia mamma ha scoperto di avere in comune con la cara –bis- nonna Enza… la scialorrea, a molti sconosciuta. E che cos’è costei? Di seguito, ti riporterò alcuni episodi da farti ridere a crepapelle! Sui vari forum, neo e future mamme, si scambiano consigli ultili ed esperienze che, a volte, possono interessare, così come per le preoccupazioni che normalmente accompagnano, anzi, ci accompagnano durante questi lunghi nove mesi. Un giorn...

Tuh, tuh, tuh...l’emozione del primo battito

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Il mondo è una ruota che gira e se ciò avviene, ecco che un “grazie” lo dobbiamo alle nostre mamme, nonne, bisnonne e così via. A proposito, la nostra diventerà trisnonna! “Se le darai una casa, lei ne farà una famiglia. Se le darai del cibo, lei ne farà un pranzo. Se le darai un sorriso, lei ti darà il suo cuore. Se le darai un seme, lei…lei…ti darà un figlio!” Mi piace cominciare con questi spunti trovati in rete, talvolta utili, talvolta no, ma come in questo caso, veri più che mai! E se da un lato vi è la parte femminile, è giusto e doveroso citare anche quella maschile, componente altrettanto integrante per il successo di coppia.  Questo vuole essere un nuovo inno verso mio marito Fabrizio, sposato poco più di due mesi fa e a cui sto per dare la gioia più grande, desiderata, maestosa, indescrivibile di diventare… papà! Ieri, lunedì 11 novembre, in una giornata uggiosa e fredda, per noi reduci dal viaggio di nozze a Marsa Alam, abbiamo assistito assieme al batt...